2015 - Liceo delle scienze umane

Pubblicato 18 giu 2015 da Admin Stampa il Contenuto Crea file pdf del Contenuto
Tema di: SCIENZE UMANE

Il valore del lavoro nell’educazione dei giovani

PRIMA PARTE
Il candidato, avvalendosi anche delle riflessioni scaturite dalla lettura e dall’analisi del documento sotto riportato, tratti la questione dell’importanza del lavoro all’interno del processo educativo.

«Il Kerschensteiner, come il Rousseau, aveva avuto lo spunto del suo pensiero da un tema bandito da un'accademia tedesca: "In qual modo pensate che si possa educare la gioventù, per il periodo compreso tra la fine delle scuole primarie e gli anni venti?".
Kerschensteiner rispose con molta chiarezza: Insegnando ai giovani la professione. Chi esercita una professione si procaccia i mezzi di sostentamento, ma anche svolge un'attività sociale di vasto effetto politico.
Così Kerschensteiner toglieva il lavoro dalla sua tradizionale condanna ad un grado inferiore. Lavorare aveva significato, per molti, soltanto servire ai bisogni che ce lo impongono. Il nostro pedagogista diceva invece: Trasformiamo il lavoro da una maledizione in una benedizione; togliamolo dalla sua radicale amoralità, e moralizziamolo. Solo così il lavoro diventerà educativo.
Lavoro è qualsiasi attività fatta con coscienza, con preparazione e come un prodotto indispensabile e di valore positivo. Perciò è lavoro quello manuale e quello culturale. Lavora il contadino e lo sperimentatore, il manuale e il filosofo.
[...] Nelle scuole si deve studiare bene, seriamente, ma con gioia, perché a scuola ci si deve stare con gioia. Osservate un bambino, al quale il babbo abbia chiesto aiuto per scaricare un carro di legna; egli lavorerà contento e felice. Osservatelo ora che va alla scuola tradizionale: nessuna gioia sul volto. Eppure egli lavorava volentieri. Rendete la scuola bella come il lavoro, ed avrete la scuola gioiosa.
La scuola deve essere serenamente lieta, e consentire di esplicare un'attività che faccia qualche cosa di visibile e di bello.
[...] Il grande pedagogista tedesco poneva in risalto una disciplina nuova, l'educazione civica.
Egli aveva studiato attentamente l'America, e l'esempio del Dewey lo aveva affascinato: poter trapiantare anche nella Germania lo spirito della democrazia americana! Per essere democratici, ci vuole una lunga educazione [...]»
Giovanni GIRALDI, Storia della Pedagogia, Armando Editore, Roma 1966, pp. 418-419

Il candidato risponda a due dei seguenti quesiti:
1. In che senso il lavoro può diventare educativo?
2. Quali sono gli elementi in comune e quali sono le differenze tra lavoro manuale e lavoro intellettuale?
3. Qual è il contributo della formazione alla cittadinanza nel più generale processo formativo dei giovani?
4. Quale nesso intercorre fra educazione e democrazia?