Foscoliana

Pubblicato il 24 gen 2011    da Admin Lista autori Stampa il Contenuto Crea file pdf del Contenuto
Alcune alunne della 5ª A linguistico hanno accettato l’impegnativa sfida di creare dei “falsi foscoliani”, ovvero di comporre delle poesie che – per caratteristiche tematiche e stilistiche – potessero indurre a una falsa attribuzione ed essere considerate inediti sonetti foscoliani.
Li pubblichiamo con piacere.

Illusion di speme

Simile all’onda l’alma mia m’appare
ove lo spirito focoso ardeva;
nelle fatali acque amo errare
sinché, o dolce sera, t’attendeva.

Sol illusione di diverso mare,
vana speranza nel mio cor giaceva,
la lagrimosa madre rincontrare:
il sol ricordo pianger me faceva.

Verranno mai i congiunti a visitare
il marmo che una patria non aveva?
Che rime almeno possan ricordare

la fama di colui che possedeva
tanta passion che per vicende amare
timor di morte tosto ahimé vinceva!

Roberta Pau, Alessia Pisu

Alla madre

Se forse un dì in patria tornerò
io potrò consolare il vostro pianto,
o madre! Infine pur vi abbraccerò
e lodarvi potrò con questo canto.

Ma io lontano a lungo resterò
a maledire questa vita; intanto
in una speme sol confiderò,
di ritornare al vostro grembo santo.

Perché tu della patria mi hai privato,
crudele fato? Tu che dai miei cari
da lungo tempo mi hai allontanato.

Potessi riveder quei dolci mari,
madre!, che i cari natali mi han dato,
e caldi come gli occhi vostri chiari.

Flavia Floris, Sara Armas

La madre

Un dì all’ombra di un amico cipresso
s’illuminò nel mio cuore il tuo amato
pensier, madre, che mi stringevi spesso
tra le tue braccia, da cui fui strappato

dal fato. Più non ho speranza adesso
di rivedere colei che ho lodato;
il mio cor pace non mi ha mai concesso
ed io spesso la quïete ho sognato.

Il tuo ricordo aiuta il mio dolore
e l’amore per te mi tiene in vita,
rasserenando il mio povero cuore;

ed ïo nella terra inaridita
giacerò, privo del tuo dolce amore
materno e della cara pace ambita.

Laura Marongiu, Valentina Atzori

A Teresa

Se il fato avverso non vorrà donare
quell’amore per noi sì forte e vero,
seppur dovrò tra terre e mar vagare
nel mio soave cor sarà sincero.

E tu dovrai soltanto abbandonare,
oh mia Teresa, quel lieto pensiero
e ahimè Odoardo alfin dovrai sposare
così rendendo il cor del padre fiero.

In quelle terre più oscure e secrete
laddove queste cure avran quÏete
si placherà lo spirto mio ramingo.

Mia cara amata, dove io solingo
giacerò sotto l’ombra di quel tiglio
verserai lagrime con nostro figlio.

Giulia Marotto, Daniela Deias, Federica Piras, Daniela Manunta

Forse loro lasceran me tornare

Forse loro lasceran me tornare
ove il corpo del tüo figlio giacque,
e mentre spera questo cuore care
illusion, quello spirto guerrier tacque

placato dalle paci ad invocare
candide sere e soavi. Ora l’acque
cantan del bell’esigliato le care
cure, d’Ulisse, ove Venere nacque.

Mai piangeranno i miei cari me, questo
per me color che l’Olimpo dimorano
deciser. Vedonsi al mattino presto

genti che spesso i loro cari implorano.
Spero d’avere un dì da te un gesto,
madre mia cara, ma ormai tutto è invano.

Roberta Casu, Elisa Casula, Silvia Ortu, Susanna Scanu