2018 - La distensione in Italia nel secondo dopoguerra

Pubblicato 20 giu 2018 da Admin Stampa il Contenuto Crea file pdf del Contenuto
Tipologia C - Tema di argomento storico

Dopo la seconda guerra mondiale, in un’Europa, schiacciata tra le influenze delle due superpotenze e condizionata da un’economia distrutta dal conflitto, emerge una forte esigenza di stabilità politica. Già nelle prime fasi del periodo della cosiddetta “distensione”, in Italia comincia ad affermarsi un ideale di cooperazione internazionale che ha due grandi sostenitori in Alcide De Gasperi e Aldo Moro e che trova ragion d’essere in un necessario rinsaldamento dei rapporti economici, ma anche in un reale bisogno di pace, di progresso, di affermazione di comuni principi condivisi.
Analizza criticamente il processo storico in tutta la sua complessità, partendo dalle riflessioni proposte:

«Ci unisce, malgrado tutto, la nostra storia. Ci unisce un intento di pace al riparo di ogni minaccia alla sicurezza. Ci unisce il bisogno ed il desiderio di cooperazione. La consapevolezza di queste ragioni di unità ha aperto la via alla distensione. Ma l’Italia ha sempre avuto la convinzione che occorre dare allo svolgimento, graduale e non sempre piano, della distensione, un contenuto nuovo e più sostanzioso, al di là delle pur necessarie intese tra governi, vale a dire, l’esaltazione degli ideali di libertà e di giustizia, una sempre più efficace tutela dei diritti umani, un arricchimento dei popoli in forza di una migliore conoscenza reciproca, di più liberi contatti, di una sempre più vasta circolazione delle idee e delle informazioni.»
Aldo MORO, Discorso alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki, 30 luglio 1975, in Atti del Convegno Internazionale Il governo delle società nel XXI secolo. Ripensando ad Aldo Moro, Roma, 17-20 Novembre 2008

«De Gasperi aveva capito che il tempo lavorava contro l’Europa. Aveva colto i primi segni del disgelo e della distensione, che si sarebbero resi manifesti con l’elezione di Eisenhower alla presidenza degli Stati Uniti e poi con la morte di Stalin il 5 marzo 1953. […] De Gasperi cercò quindi di affrettare i tempi. Seguendo i suggerimenti di Spinelli, nel giugno 1952 propose di affidare all’assemblea della CECA, il cui trattato era appena entrato in vigore, il compito di cominciare a predisporre il progetto di costituzione federale europea. […]
De Gasperi era stato l’artefice e il principale sostenitore del progetto.»
Alfredo CANAVERO, Alcide De Gasperi: cristiano, democratico, europeo, Rubbettino, Catanzaro 2003, p.113